Phil Katz

Phil Katz

di Francesco Napoleoni

Probabilmente al giorno d’oggi molti utenti di computer sanno cos’è un archivio ZIP, o utilizzano programmi per “zippare” file; sono invece molti meno coloro che conoscono l’inventore di tale formato di compressione dati e del relativo software (il PKZIP), Phil Katz, la cui breve e tempestosa parabola di vita è alquanto significativa.

Purtroppo il materiale biografico di cui dispongo è scarso, tuttavia sufficiente per avere qualche indizio sulla personalità e sulla genialità di questo personaggio che a suo modo ha dato molto all’informatica odierna, e per tentare di capire il perché della sua tragica fine, a soli 37 anni.

Biografia

Phil KatzKatz, statunitense classe 1962, nato e cresciuto a Glendale, un sobborgo di Milwaukee, era un giovane mansueto, intelligente e introverso, con un forte interesse per la logica e la matematica in genere, che avrà modo di esercitare alla scuola superiore, nella seconda metà degli anni 70. Proprio in quell’ambiente con tutta probabilità sembra incontrare i primi seri problemi: un compagno di studi ne parla come

“… un emarginato, sicuramente uno che veniva preso per il culo…”

e ancora

“… parlava con un tono di voce ‘nasale’. Era basso e…, be’, non voglio dire bruttino… diciamo che aveva un aspetto ‘anonimo’…”

insomma un esempio di nerd, il paria delle high school americane.

Lo stesso Katz, in una lettera scritta al suo vicino di banco durante le lezioni di matematica e fisica, ricorda gli anni delle superiori come

“terribili, lunghi, insopportabili, tortuosi…”

e tuttavia

“… meravigliosi anni alla Nicolet [High School].”

Non è dato sapere cosa intendesse per “meravigliosi”: quasi sicuramente si riferiva all’oggetto dei suoi studi.

Certo è che la sua grande passione per la logica e l’informatica trovava un riscontro nel padre, con cui passava molto tempo giocando a scacchi e scrivendo software per calcolatrici programmabili. Con l’ingresso all’università, nel 1980, Phil ricevette in dono dal padre il suo primo PC, su cui poté dare libero sfogo alle proprie capacità. La peculiarità del giovane era la sua straordinaria abilità nell’ottimizzare i programmi, nel renderli molto efficienti, tenendo conto delle limitate risorse hardware dei computer di quel periodo. 1

Grazie al suo computer Katz poté anche accedere alle BBS, ove pubblicare il proprio software e condividere le conoscenze informatiche con altri appassionati: in tal modo riuscì ad attivare una serie di rapporti sociali “virtuali” facendosi apprezzare per le sue qualità di programmatore e per la sua estrema disponibilità. Nei newsgroup era noto per i suoi messaggi lunghi, puntuali ed arguti. Questa rete di contatti mediati dal mezzo informatico compensava una situazione di quasi totale isolamento sul versante “reale”, acuito dalla morte improvvisa, nel 1981, del padre, cui Phil era molto legato.

Nel 1984 conseguì la laurea in informatica ed iniziò a lavorare per alcune aziende, dedicando il resto del tempo al suo software e alle BBS. La sua idea era quella di produrre un programma che riducesse notevolmentei tempi di trasferimento dei file in rete, comprimendone i dati. In realtà già esistevano programmi analoghi, in particolare uno chiamato ARC, molto usato proprio tra i frequentatori delle BBS, ma erano lenti e comprimevano poco.

Phil, che nel frattempo aveva ottenuto nell’ambiente una certa notorietà, iniziò a migliorare il programma ARC, riscrivendone alcune parti in maniera molto più efficiente, sulla base anche di richieste e consigli raccolti in rete, finché non arrivò a rilasciare una sua versione di tale programma, chiamata PKARC (con P e K le sue iniziali), liberamente utilizzabile e con opzionale manuale e supporto tecnico a pagamento. Il successo di questo software presto lo rese ricco, mettendo in ombra l’ARC originale e in allarme il suo autore (Thom Henderson), che denunciò Katz per violazione del copyright.

Piccolo inciso: sia Katz che Henderson avevano delle piccole imprese casalinghe (rispettivamente la PKWARE e la SEA) di cui usavano il nome per rilasciare le proprie creazioni. Questo creò nell’immaginazione degli utenti BBS una lotta tra due aziende, la SEA grande e (pre)potente che tentava di schiacciare la nascente PKWARE ed il suo talentuoso fondatore a colpi di cause legali, una sorta di duello Davide contro Golia; questo causò infinite polemiche (le cosiddette ARC wars) fece sì che in molti si convertirono al PKARC, anche solo per una questione ideologica.

Henderson vinse in seguito la causa poiché gli fu riconosciuto che PKARC era un lavoro derivato, obbligando Katz a riscrivere e cambiare nome al suo software di compressione, nonché al pagamento delle spese legali. Di fatto questa fu per lui una vittoria di Pirro poiché, avendo ormai contro la comunità hacker, il suo programma fu presto abbandonato.

Katz, da parte sua, si mise al lavoro e riscrisse un nuovo software con un diverso (e migliore) formato di compressione — le cui specifiche furono da subito rilasciate al pubblico —, il PKZIP, destinato ad un clamoroso successo che dura ancora oggi.

Dedicatosi completamente a questa creatura, Katz vide il suo conto in banca crescere ben oltre le sue aspettative 2 , vantando clienti come la General Motors, tanto che decise di ingrandirsi, uscendo dalla cucina della madre, dove aveva trascorso lunghe notti a scrivere codice: acquistò un ufficio che diede lavoro a quasi quaranta persone, e affidò proprio alla madre il compito di dirigere la gestione economica.

Stando alle cronache a questo punto della sua vita iniziarono ad essere evidenti i segni di una catastrofe che nel giro di dieci anni lo porterà alla fine.

Comprò un condominio in un quartiere esclusivo, macchine sportive, gioielli, e iniziò a frequentare locali di spogliarello; dall’altra parte in ufficio si presentava solo in tardo pomeriggio, quando era sicuro di poter stare solo davanti al suo computer. Egli trascurava quasi completamente la gestione della sua compagnia, se non per poche decisioni importanti, e si dedicava perlopiù alla parte tecnica. Di fatto però, stando al racconto di alcuni dipendenti, il tempo che egli dedicava al computer era sempre minore e sempre meno focalizzato sul suo lavoro.

Diventò noto nei locali che frequentava per il suo crescente uso di alcolici e per i costosi regali che faceva soprattutto alle spogliarelliste che si avvicendavano: la sua disponibilità ad elargire denaro e regali era tale che ogni tanto qualcuno se ne approfittava.

Le sue frequenti assenze sul posto di lavoro e le voci che giravano sul suo conto creavano attriti con la madre Hildegard, che dai pochi tratti che ci vengono riportati, era una donna metodica e protettiva, ex istruttrice per infermieri dedicatasi alla gestione della PKWARE, di cui deteneva una quota. Cercò a suo modo di dare il massimo supporto a Phil, e a detta di alcuni dipendenti era piuttosto indulgente con lui mentre era più rigida con gli altri impiegati; in effetti però l’atmosfera, sempre secondo gli impiegati, era comunque piuttosto serena, e frequenti erano le cene aziendali, così come i regali natalizi e gli aumenti di stipendio.

Phil aveva un rapporto ambiguo con la madre: se da una parte le affidava molte responsabilità nella gestione dell’azienda e rimproverava duramente gli impiegati che si lamentavano degli atteggiamenti di inflessibilità ed ipercontrollo da parte di lei, dall’altra egli stesso, in altre occasioni, confidò ad alcuni la sua insofferenza nei confronti delle ingerenze e delle preoccupazioni della donna per lui. Probabilmente la signora Katz cercava, nei limiti delle sue capacità, di mantenere le redini dell’impresa, verso cui il figlio sembrava sempre meno interessato, e da cui traeva grosse somme di denaro.

I rapporti tra i due si deteriorarono sempre più finché un giorno Phil la informò tramite fax di aver acquisito d’autorità la sua quota: di fatto l’aveva licenziata. Il businesssolidissimo della PKWARE e la sostituzione della madre con altri manager tuttavia attutirono il colpo sugli affari.

Nel frattempo Phil continuava a bere molto ed iniziò ad avere problemi con la giustizia: fu infatti fermato più volte dalla polizia per guida in stato di ebbrezza, gli fu ritirata la patente e trascorse qualche notte in cella. Uscito sempre su cauzione, non si presentò mai alle udienze, e per evitare di essere arrestato, iniziò a vagare per i vari alberghi della sua zona.

Nel 1997 i vicini di casa del condominio di sua proprietà a Mequon si lamentarono con le autorità locali per il fetore proveniente dall’appartamento di Katz e per la presenza di topi; la polizia, non riuscendo a rintracciarlo ottenne un mandato per entrare nella sua abitazione, e lì scoprirono lo stato pietoso in cui era ridotta: cumuli di immondizia, avanzi di cibo marci, video porno e accessori erotici di vario genere.

Questa scoperta turbò fortemente Katz, che di suo era molto riservato, e lo rese ancora più schivo e paranoico. 3

A quanto pare le uniche due persone che — in diversi momenti — gli erano in qualche modo accanto erano due donne, ballerine conosciute nei locali notturni, che gli si erano affezionate, in particolare una, tale Chastity Fischer, con cui egli apparentemente intratteneva un rapporto platonico; di sicuro per lui era una confidente, un punto di riferimento cui rivolgersi nei momenti di sconforto acuto.

Nell’ultimo periodo della sua vita la dipendenza dall’alcool si aggravò notevolmente e i danni al fisico si fecero evidenti: provò ad affrontare un trattamento di recupero, per alcuni mesi sembrò migliorare — anche nell’umore —, ma sopravvenne un nuovo viraggio depressivo che rapidamente lo portò alla fine. Il 14 aprile 2000 fu trovato morto (probabilmente già da un paio di giorni) in una stanza d’albergo con una bottiglia di liquore ancora tra le mani e altre due vuote per terra. Causa: emorragia pancreatica da alcolismo cronico.

Considerazioni

Mi sono sforzato di sintetizzare e di cogliere elementi utili per un’analisi psicologica di un personaggio forse poco conosciuto e poco compreso dai più; certo due articoli di giornale non bastano a descrivere in maniera esauriente la sua vicenda di vita, tuttavia qualche considerazione è già possibile.

Di sicuro Phil Katz era un introverso che ricercava la perfezione attraverso la logica matematica: la sua grande capacità era sicuramente quella di trovare strategie “ottime”, semplici ed allo stesso tempo raffinate, era bravo a risolvere problemi puntando all’eleganza ed all’efficienza del metodo risolutivo, possibilmente in collaborazione con altre persone “di buona volontà”.

Probabilmente l’ambiente familiare favorì queste sue attitudini fornendogli il supporto e l’amore di cui aveva bisogno, e l’infanzia e la prima adolescenza furono tutto sommato serene per lui. I primi problemi sopraggiunsero quasi sicuramente in ambiente scolastico, ove il modello sociale non doveva discostarsi molto da quello che ho già descritto a grandi linee in [3]. L’impatto con quella realtà alienante dovette essere piuttosto doloroso per lui, che reagì ritraendosi e concentrandosi nello studio e “aggrappandosi” alle poche persone in cui scorgeva qualche affinità, primo fra tutti il padre.

Morto quest’ultimo, a Katz non rimase che dedicarsi anima e corpo all’informatica, che forniva grandi possibilità di dispiegamento del suo spiccato talento. Le BBS fornirono quel tanto di socialità che bastava a mitigare la sua solitudine e influenzarono notevolmente le sue scelte successive in campo lavorativo.

L’ambiente accogliente dei newsgroup, ove si parlava di informatica e si condivideva il codice dei programmi4, gli consentiva di ricevere attestati di stima come tecnico e successivamente anche il denaro, ma non lo aiutò a capire che il suo risentimento e la sua paura del mondo esterno montavano fino al parossismo. Egli si sentiva inadeguato al di fuori del suo ambito strettamente tecnico, e d’altra parte non poteva fare a meno di confrontarsi con una realtà di persone non particolarmente intelligenti, poco inclini ad uscire dai binari delle loro vite normali, gelosi delle loro piccole conquiste, e pieni di pregiudizi e paure nei confronti dei “diversi”.

La vicenda PKZIP vs. ARC fu secondo me l’evento cruciale che lo mise di fronte a tale realtà ed innescò il crollo del suo già precario equilibrio psichico. Infatti la sua idea di produrre uno strumento più utile, migliore, a beneficio della comunità, si ritorse contro di lui facendolo diventare contemporaneamente un eroe ed un “ladro di software”: da una parte infatti egli fu in qualche modo strumentalizzato dalla massa dei frequentatori di BBS che vedevano in lui una sorta di Robin Hood, e dall’altra fu messo sotto accusa e portato in tribunale come un criminale da un altro programmatore che si sentiva derubato della sua invenzione.

Katz non poté avvedersi di questo paradosso, probabilmente fu deluso ed amareggiato dalla reazione ostile dell’autore di ARC — che cercava solo, tardivamente, di difendere il proprio business—, mentre probabilmente si aspettava un apprezzamento più umano.

Di fatto però tale paradosso era paradigmatico della sua situazione esistenziale: buono e gentile nell’animo, a contatto con la sua realtà sociale, scelse la strada della massima disponibilità (al limite del servilismo) verso il prossimo e della fuga dai conflitti, frustrando così il suo bisogno di amore, rispetto e comprensione ad un livello più profondo a prescindere dai suoi meriti come tecnico. La sua rovina è stata quella di non poter vedere ed elaborare a livello cosciente la sua rabbia crescente verso il mondo, e allo stesso tempo la “soluzione” di chiudersi nel mondo dell’informatica, mondo troppo piccolo per contenere la totalità dei suoi bisogni di realizzazione come essere umano prima ancora che programmatore.

Probabilmente proprio la denuncia per violazione di copyright fu l’evento che fece affiorare per un momento i suoi problemi, mettendolo di fronte ad una situazione per lui ingestibile, che egli credette di risolvere con un’altra “fuga”, riscrivendo il suo programma. Questo pose sicuramente fine alla causa legale, ma contemporaneamente innescò un meccanismo perverso che, attraverso il successo ed il denaro, nascose sotto la sabbia le ceneri ardenti della sua sofferenza. L’alcolismo ed i comportamenti trasgressivi di Katz diventarono così le uniche possibilità di sfogo di tale sofferenza, ed alimentarono quell’immagine negativa che si potrebbe sintetizzare così: “Sono il miglior programmatore del mondo, ma come uomo non valgo niente, e la gente lo sa!”, che lo risucchiò nel vortice maniaco-depressivo e lo condusse alla sua ingloriosa fine.

Bibliografia

Hawkins Jr., L., The short, tormented life of computer genius Phil Katz, Milwaukee Journal Sentinel Online, http://www2.jsonline.com/news/state/may00/katz21052000a.asp, 21 maggio 2000.

Murray, M., Tannenbaum, J. A., The rise and fall of a software star; Phil Katz loved code — and liquor, http://www.bbsdocumentary.com/library/CONTROVERSY/LAWSUITS/SEA/pkzip.htm, consultato a novembre 2008.

Napoleoni, F., Dei nerd e dei geek, ASIP, http://asip.wikidot.com/ambiente-sociale:dei-nerd-e-dei-geek, 2008.

 

  1. Tanto per farsi un’idea, se oggi la velocità del processore è dell’ordine dei gigahertz (miliardi di cicli al secondo) e la memoria centrale è nell’ordine dei gigabyte (1 GB = 230byte), all’epoca i computer avevano CPU di una decina di megahertz (cento volte più lenti) e la capacità di memoria era nell’ordine delle decine di kilobyte (circa centomila volte inferiore). Il primo PC di Katz non aveva neppure l’hard disk.
  2. Egli stesso e coloro che gli erano vicino hanno sempre dichiarato che a lui non interessava far soldi con il suo programma, ma gli piaceva solo condividere le proprie invenzioni e la propria esperienza con gli altri hacker.
  3. A quanto pare Katz manifestò più volte nel tempo la sensazione di essere controllato dalla madre, di essere spiato da una stazione televisiva che aveva sede di fronte al suo ufficio, ed aveva una tremenda paura di finire in prigione: lì, diceva, sarebbe stato privato del suo prezioso spray per l’asma, di cui soffriva fin da bambino.